L’Imperatrice

La terza carta è associata alla sephirah Binah, l’Intelligenza.

Riceve da Chochmah la corrente della conoscenza e delle idee per dar loro forma e sostanza, e renderne visibile la luce.

In cima la pilastro della Severità governato la mem מ simbolo della Acque superiori, esprime ordine e metodo e chiude il triangolo superiore, figura 1.

figura 1

Intelligenza creatrice è chiamata la Madre Suprema creatrice di forme, radice della sostanza delle cose (Malkut).

È associata la terzo sentiero che collega Keter a Tiphareth, a Giove e alla lettera ghimel ג. Il valore numerico di ghimel ג è 3, e rappresenta il completamento dell’azione creatrice avviata dall’unità א e generante la dualità ב rappresentata da אב Padre che ha valore numerico 3.

È veicolo del movimento che realizza la creazione e delle leggi che ne sovrintendono la realizzazione e l’armonia, tre sono le colonne (attiva, passiva e dell’equilibrio) su cui poggia lo schema dell’Albero della Vita, tre le energie fuoco ש , acqua מ e aria א.

La Gematria piena è גמל che ha valore 73, come חכמה Chochmah, la seconda sephirah. Sapienza (Chochmah) e Intelligenza (Binah) indissolubilmente legate a Keter nell’azione creatrice.

Nella carta il trono su cui tradizionalmente è seduta l’Imperatrice è sostituito da un piedistallo che la solleva dal contatto diretto con la terra (materia).

Nelle mani tiene i simboli delle due forze creatrici: lo scettro attivo emanante (fuoco ש ) e lo scudo passivo ricettivo (acqua מ).

Sono i due pilastri della Misericordia e della Severità, richiamati anche sul fondo della carta, Forza e Forma, armonizzati dal pilastro centrale dell’equilibrio rappresentato dalla figura.

 

 

Il Duomo di Modena a cura di Patrizia Curti
L’Imperatrice della carta rimanda alla moglie dell’imperatore Gioviano, e in particolare alla terza e alla quarta formella dell’architrave della Porta dei Principi ove è rappresentata di piccola statura, su un suppedaneo che di solito è posto ai piedi di una persona seduta.
Chiara Frugoni aggiunge che questo potrebbe essere un modo per sottolineare l’importanza della moglie dell’imperatore che, benchè donna, non gli è inferiore.
E ancora, come attraverso la piccola sovrana si sia voluto accennare a Matilde di Canossa, figura con un ruolo significativo nella costruzione del Duomo, che nelle miniature di un codice vaticano è raffigurata piccola di statura e con un suppedaneo.
Il grande scudo presente nella carta si ispira a quello dei cavalieri, che sulla parte destra dell’archivolto della Porta della Pescheria si accingono ad assaltare il castello e dar manforte ai compagni che avanzano da sinistra: episodio che non compare in alcuna fonte scritta, ma sicuramente riferibile ad Artù e ad alcuni suoi celebri cavalieri.